Il meraviglioso mondo Dewey

La Biblioteca del Liceo Beccaria attualmente conta circa ventiduemila volumi, CD-ROM e cassette VHS, strumenti di studio che la rendono la più ricca  tra quelle delle scuole milanesi. La maggior parte dei titoli riguarda le materie studiate al Liceo classico, seguendo così le direttive biblioteconomiche, che suggeriscono specializzazione e approfondimento. Per poter godere di più spazio per le attività di ricerca e studio, nonché per difendere da luce e polvere i volumi più antichi, i libri stampati dal 1509 al primo Novecento sono stati trasportati qualche anno fa nella cosiddetta “Biblioteca antica”, dove sono custoditi in armadi scorrevoli su guide fisse, che consentono anche di risparmiare molto spazio. È giusto ricordare che il denaro per tali migliorie è frutto di una donazione della CARIPLO. Oltre che dall’Encyclopedie (ed. Livorno, 1770) e da altre opere storiche monumentali, la nostra Biblioteca è arricchita dal Lexicon Iconographycum Mythologiae Classicae (ed. Artemis Verlag, 1981), che è la raccolta di tutti i reperti archeologici raffiguranti i più svariati personaggi del mito classico, corredati dagli studi dei massimi esperti a livello mondiale. Tale ricchezza di volumi non è legata alla pura conservazione, in quanto molto spesso le classi visitano la Biblioteca antica e sovente chiedono di potervi accedere studiosi e ricercatori, alcuni dei quali stranieri. In questi ultimi dieci anni la Biblioteca è stata totalmente informatizzata, con l’ottimo programma GAUS, ideato dal dottor Daniele Ghelli, seguendo perfettamente le “Regole italiane di catalogazione” per autori, titoli, soggetti e così via. In verità catalogazione e “soggettazione” non sono attività così divertenti, perché bisogna seguire regole rigide, che riguardano spazi e una sorta di punteggiatura “significante”, affinché le informazioni siano comprensibili in ogni lingua e in ogni Paese. Per fortuna però il signor Dewey ha risolto molti anni fa quasi tutti i problemi del “bravo bibliotecario”, ideando un ingegnoso sistema internazionale di classificazione dei libri, che costituisce secondo me la parte più appassionante del mio lavoro, rendendolo simile a un enorme gioco enigmistico a incastro. La Classificazione decimale Dewey comporta la divisione dello scibile umano in dieci grandi sezioni, ognuna delle quali si divide ulteriormente in altre dieci e poi in altre dieci, riprendendo cioè l’idea dell’ars combinatoria e mettendo in relazione le diverse aree del sapere ai numeri. E ancora: dopo le prime tre cifre – significanti o parlanti che dir si voglia – troviamo in alcuni casi altre cifre, che rivelano di volta in volta il periodo e l’area geografica cui il libro si riferisce. Insomma, spesso può succedere che, per cogliere il contenuto esatto di un volume, il numero Dewey sul dorso sia più esauriente del titolo stesso! Naturalmente tutto ciò ha senso e utilità pratica solo a patto che i libri siano posti su scaffali aperti, seguendo fedelmente il susseguirsi della numerazione, affinché in poco tempo gli studenti siano in grado di aggirarsi con successo tra i corridoi, trovando da soli ciò che fa per loro. Per le prime richieste e per ricerche più complicate c’è naturalmente l’ausilio del computer, del nuovo schedario cartaceo, nonché la mia personale collaborazione. Anche il prestito ormai è gestito dal programma, per la registrazione, l’eventuale rinnovo, la restituzione e i necessari solleciti. I ragazzi vengono con entusiasmo in Biblioteca, perché sanno che non vi si assegnano voti, né li si giudica: insieme si discute o si lavora, non di rado accanto ai professori, che frequentano come loro tale luogo. Negli ultimi anni l’uso di “tesine” per l’esame di Stato ha favorito la frequenza tra gli scaffali, perché varietà e antichità dei nostri testi aiutano a compilare elaborati ricchi di documenti originali, soprattutto per gli argomenti riguardanti l’Ottocento e il Novecento, infatti fanno parte del nostro patrimonio riviste letterarie, filosofiche, scientifiche e politiche di inestimabile valore culturale. Benny Guetta (IV ginnasio) può vantarsi di essere stata in Biblioteca ogni giorno dall’ inizio dell’anno… Sara Del Buono (II liceo) sostiene di essere cresciuta qui dentro… Erika Collura (maturità ’96) torna spesso, perché solo qui riesce a trovare certe chicche degne dei suoi molteplici, esotici interessi…

Ipsae dixerunt.