L’ontologia di Platone
Scritto da Prof. A. G. Biuso il 6 settembre 2006 | Commenti disabilitati1. Quattro gradi della conoscenza: eicasia -fantasie sogni, illusioni; pistis -enti fisici; diànoia -enti matematici; nous -enti etici.
2. Enti matematici ed etici costituiscono i concetti, definiti da Platone forme ideali (o Idee).
3. Le forme ideali rappresentano il modello di tutti gli enti fisico-materiali.
4. Ogni ente materiale o avvenimento particolare ha un rapporto di imitazione (mimesis) e partecipazione (metexis) con la rispettiva forma ideale (es. un albero è un albero perché imita e partecipa della forma ideale albero; un’azione è onesta perché imita la forma ideale dell’onestà; un corpo è bello perché partecipa della forma ideale della bellezza…). In questo modo Platone porta a compimento la ricerca socratica della definizione.
5. E così si genera anche il dualismo ontologico (due strutture dell’essere), gnoseologico (due modi della conoscenza: doxa/opinione, episteme/scienza); antropologico (il corpo opposto alla psyché, il primo legato agli enti sensibili, la seconda capace di volgersi alla vera struttura delle cose e del mondo).
6. Le forme ideali esistono nella mente e nell’Iperuranio
7. Il corpo (soma) opposto alla mente (psyché). Tre prove dimostrano l’immortalità della mente: contrari, reminiscenza, semplicità.
8. La mente ha tre facoltà: desiderio, volontà, razionalità (mito della biga alata)
9. Solo la mente è in grado di vedere e di cogliere le forme ideali.
10. Il Bene rappresenta la forma ideale suprema e si identifica con l’Uno per molte ragioni:
-perché fra i maestri di Platone (insieme a Socrate, Parmenide e Cratilo) ci fu Pitagora, il quale fa discendere ogni ente e ogni verità dall’Unità originaria e dalla Diade;
-perché con Unità si deve intendere l’armonia suprema che lega tutte le cose fra di loro;
-perché (ed è questa la ragione più importante) l’essere è costruito secondo una struttura gerarchica che trova il suo corrispettivo nei quattro gradi della conoscenza. Sopra tutte queste forme -quasi come il vertice della piramide ontologica- sta la forma assoluta, superiore a ogni altra e dalla quale tutte le altre dipendono, questo è l’Uno, il quale dà quindi significato, valore e armonia alle Idee/modelli dell’essere e dell’agire;
-perché (come si leggeva all’ingresso dell’Accademia) non può accostarsi alla filosofia chi non è “matematico” e cioè chi non coglie l’autonomia ontologica delle forme mentali costituite dai numeri, i quali discendono tutti dall’Uno;
-perché, come ci racconta Aristotele, una volta Platone annunciò una lezione pubblica intitolata “Sul Bene” e agli ascoltatori stupiti capitò di sentire una straordinaria lezione di matematica dedicata ai cinque generi sommi costituiti da Essere, Identità, Differenza, Stasi, Movimento. Ancora una volta, a fondamento di questi cinque generi sta il rapporto profondo che li lega fra di loro e anche questo è l’Uno;
-perché quella di Platone è una metafisica non solo dualistica ma anche positiva, nel senso che fa coincidere l’Essere con il Bene, mentre il Male è la semplice privazione e assenza del Bene. Tutto ciò che esiste è buono, le cose sono tutte legate in Unità e quindi l’Uno è il Bene.
Se A=B e B=C, A=C; sostituendo A con Unità, B con Essere, C con Bene si avrà l’equazione che sta a fondamento del platonismo.
